Intervento in aula di Pedica sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Dal blog di Stefano Pedica, ecco l’intervento: 

Egregio Presidente, Onorevoli colleghi,

oggi siamo qui a discutere e a confrontarci sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro a seguito dell’ennesima tragedia che ha colpito dei lavoratori nel nostro Paese.

Non è purtroppo la prima volta che lo facciamo, e se non vogliamo che il dettato costituzionale secondo il quale l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro diventi una formula per un vacuo esercizio di pura retorica, è venuto il momento di agire presto ed in maniera efficace.
Ritengo doveroso riportare in quest’Aula alcuni brevi e significativi estratti di una lettera dei rappresentanti dei lavoratori della sicurezza delle Acciaierie Thyssenkrupp di Torino inviata al partito di Italia dei Valori e pubblicata sul nostro sito www.italiadeivalori.it che sintetizzano egregiamente la questione:
Cito testualmente:
“Sappiamo che questi operai lavoravano ininterrottamente da 12 ore, e che la fabbrica era in dismissione, anche se vi lavoravano ancora 200 operai. La cosa ancora più grave è che in uno stabilimento di un’azienda come la ThyssenKrupp ci fossero 3 estintori vuoti, gli idranti rotti, e non funzionasse neanche il telefono interno per l’emergenza. Ci chiediamo: ma dove sono i controlli?
Noi Rappresentanti dei lavoratori della sicurezza lo andiamo ripetendo da tempo, peccato che nessuno ci ascolti: mancano i controlli, perchè i tecnici della prevenzione delle Asl sono meno di 2 mila in tutta Italia e con tante aziende da controllare, manca la cultura della sicurezza sul lavoro, manca la formazione e l’informazione ai lavoratori, manca la certezza della pena.
Concordiamo pienamente con il discorso del Capo dello Stato: “non basta fare le leggi, ma occorre che le norme vengano applicate. Conta molto anche l’impegno delle imprese, dei sindacati e degli stessi lavoratori che devono essere sufficientemente in grado di difendere se stessi dai rischi sul lavoro”. Lo andiamo dicendo da tempo che non basta solo la legge 123/2007 per risolvere i problemi di mancata sicurezza sul lavoro che ci sono nelle aziende.
Concludiamo con questa proposta: perchè per iniziare non si sbloccano le assunzioni dei tecnici della prevenzione, così da ad assumerne altri?
Attendiamo risposte.”
Bene ha fatto il Governo a riferire immediatamente in Aula sull’accaduto, ma ovviamente non basta, non deve bastare!!
Il rispetto, onorevoli colleghi, per il mondo del lavoro ci impone una responsabilità che deve unire tutti i rappresentanti delle Istituzioni, al di là degli schieramenti politici, i rappresentanti dei Governi di oggi e quelli del passato, deve unire le attuali opposizione e maggioranza, per recuperare il ritardo accumulato in materia di sicurezza sul lavoro che è indegno di un Paese civile.
Su questo è necessario, compiere ogni sforzo nella direzione dell’affermazione di una piena legalità, vanno fatti i controlli e vanno controllati i controllori!!
Bisogna combattere la clandestinità, che è una delle fonti principali del lavoro nero e dunque del lavoro pericoloso e dunque foriero di disastri.
Quante morti sul lavoro conosciamo, troppe ma quante non sono mai ne mai verranno conosciute?
Onorevoli colleghi ricordo che abbiamo votato in fretta la legge sulle morti bianche per farla applicare subito, per inviare gli ispettori a controllare immediatamente l’applicazione delle misure di sicurezza, e invece oggi siamo qui a constatare che proprio l’assenza degli ispettori e la mancata applicazione della legge ha provocato quest’ultima strage, che segue quelle di Cassino, prima ancora di Mantova, e innumerevoli altre in precedenza.
È necessario mettere in campo una serie continua e strutturale di controlli, è fondamentale accettarne i costi, la vita dei lavoratori non è una questione di compatibilità economiche; ed ai controlli deve seguire l’accertamento delle responsabilità e poi l’applicazione di sanzioni e pene severe, ma soprattutto certe.
Avevo invocato l’intervento in Parlamento del Governo, ho chiesto subito che venisse a riferire alle Camere, e registro con soddisfazione il suo pronto intervento, ma onorevole Ministro avere la certezza di un sistema controllo continuo e costante; abbiamo bisogno urgentemente da subito, da domani di piu’ ispettori che danno un senso ad una legislazione che ritengo adeguata e che deve solo essere applicata. E’ quello che dobbiamo alle vittime del lavoro, ai loro familiari, alla collettività di un Paese che VUOLE RITENERSI CIVILE.

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